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UNA DOMANDA FREQUENTE: DOTTORE,
MI SARO' INFETTATO DI QUELLA TERRIBILE MALATTIA?
La paura dell'Aids ha davvero infettato la mente
di tutti. Anche chi è piuttosto superficiale
e non adotta ragionevoli precauzioni poi ha un
effetto boomerang e all'iniziale spavalderia subentrano
pensieri ossessivi ed angosciosi. Poi l'Aids è una
delle materie più ricorrenti delle fobie
per cui si crede di adottare indispensabili e sagge
misure evitando perfino una innocua stretta di
mano. In materia di profilassi delle malattie veneree
(di tutte e non solo dell'Aids) bisognerebbe scorporare
i casi di ansia e non dare legittimazione di prevenzione
a quello che è solo un sintomo nevrotico.
Spesso i medici sono scarsamente accorti con gli
ipocondriaci e finiscono per rinforzare con prescrizioni
diagnostiche inutili le idee autovessatorie di
tanti malcapitati..
Un atteggiamento equilibrato da parte di tutti, medici e non medici, potrebbe
tutelare da tutti i rischi reali senza correre il rischio di alimentare preoccupazioni
eccessive. I sieropositivi per l'HIV sono oggettivamente una piccola minoranza
che non può costituire una minaccia per nessuno a patto che si seguano
semplici norme comportamentali e ci si chieda cosa eventualmente può essere
a rischio nella nostra personalità e nella nostra situazione esistenziale.
Ammesso che si abbia a che fare con un sieropositivo non si deve temere alcun
pericolo se con le mani dalla cute integra si toccano oggetti o capi di vestiario,
ma anche saliva, secrezioni sessuali o sangue. Perché il rischio di contagio
sia reale c'è bisogno di contatto diretto tra il proprio sangue e il sangue,
lo sperma, i liquidi vaginali dell'altra persona.
Essendo vera la possibilità teorica che ogni soggetto sessualmente attivo
può essere divenuto in virtù di precedenti esperienze sieropositivo, è tassativo
usare sempre il profilattico in rapporti occasionali e scambiarsi il certificato
di negatività qualora ci si accinge a mettersi insieme per una storia
stabile. Comunque non bisogna avere alcuna riluttanza a baciarsi anche in modo
coinvolgente poiché oggettivamente la saliva, anche se può contenere
il virus in basse quantità, non è idonea a trasmettere il contagio.
D'altra parte se si decide di baciare sulla bocca qualcuno un certo calcolo igienico
con risultato di "via libera" si è già fatto.
Accarezzarsi, toccarsi in ogni parte del corpo non comporta in alcun modo dei
rischi. Ovviamente il contatto delle dita con le mucose deve essere delicato
e mai tale da poter procurare lacerazioni. La masturbazione reciproca qualora
si sia sicuri dell'integrità della cute delle mani non può ovviamente
presentare alcun rischio. Resta inteso che il contatto di sperma e liquidi vaginali
con le mucose va evitato nei casi di non sicura conoscenza del partner.
Il preservativo è assolutamente obbligatorio in caso di penetrazione completa.
Bisogna estrarre pene e profilattico dalla vagina subito dopo l'eiaculazione
per evitare il contatto tra sperma e mucosa vaginale. Anche il coito interrotto
non può minimamente garantire che non vi possa essere contatto tra lo
sperma e le mucose, per cui tale pratica va evitata sotto tutti i profili e non
ultimo quello profilattico. In fase mestruale il rapporto non protetto accentua
i propri rischi per entrambi i partner poiché il sangue del flusso può essere
infetto e le mucose genitali della donna sono più facili alle abrasioni.
Un atteggiamento di particolare cautela va riservato ai rapporti anali per il
fatto che la relativa mucosa è sicuramente più vulnerabile della
vagina. Eventuali lesioni e perdite ematiche rappresentano rischi consistenti
in particolare per il fatto che l'ultimo tratto dell'intestino è abbastanza
sguarnito di difese contro germi e batteri.
Sicuramente meno gravati da rischi sono i rapporti orali rispetto a quelli anali.
Ma anche in questo caso vanno adottate tutte le precauzioni che scongiurino il
contatto diretto tra le mucose orali e i liquidi vaginali o lo sperma.
Il corretto uso del preservativo è il presidio fondamentale per evitare
il contagio. Esso deve essere di buona qualità e conservato in ambiente
fresco (lasciarlo a lungo nel croscotto dell'auto è indubbiamente un errore).
Deve essere provvisto di serbatoio, poiché contrariamente il contenimento
dello sperma non può essere assicurato. Il preservativo va indossato a
pene eretto precedentemente ai rapporti di contatti teoricamente a rischio e
va sfilato prima che l'erezione sia del tutto rientrata.
Con partner sulla cui "sicurezza" non si è in grado di mettere
la mano sul fuoco è bene evitare certe pratiche sessuali oggettivamente
più a rischio di altre. Il sadomasochismo, ad esempio, con la sua suscettibilità di
provocare anche piccole lesioni cutanee che possono venire a contatto con i liquidi
organici, ha una sua indubbia alea negativa. Ugualmente tutte le situazioni di
promiscuità in cui facilmente si viene coinvolti in contatti con partner
sconosciuti, presentano un alto rischio di contagio poiché le precauzioni
e gli accorgimenti elementari possono venire ignorati.
Possiamo capire le ragioni per cui l'Aids ha preso drammaticamente il sopravvento
su tutte le altre malattie sessualmente trasmesse, ma questo non è una
buona ragione per dimenticare le altre condizioni che hanno il loro cospicuo
bagaglio di fastidi e di avvilimento psicologico. Una volta la sifilide aveva
il ruolo di spettro centrale. Il germe che la provoca si chiama Treponema pallidum,
che ancora oggi ha il suo bravo corteo di proseliti. Colpisce più frequentemente
i giovani, i maschi omosessuali e le persone che gravitano nella prostituzione.
Come altre condizioni, si trasmette oltre che con il rapporto sessuale anche
per via transplacentare dalla madre al nascituro. La sifilide acquisita tramite
rapporto sessuale non sempre provoca sintomi manifesti tuttavia va debellata
subito dato il terribile potere di compromissione soprattutto a carico del sistema
nervoso centrale. Viene curata con penicillina, con tetraciclina cloridrato o
eritromicina. Presa per tempo la malattia ha decorso favorevole con rapida scomparsa
degli eventuali sintomi.
La gonorrea, conosciuta con il nome popolare di "scolo", è causata
da un batterio detto gonococco. Il contagio è esclusivamente sessuale
e gli uomini sono colpiti più delle donne. Nel maschio eterosessuale si
ha l'esordio con una uretrite anteriore acuta (essudazione uretrale che diviene
rapidamente purulenta e di colorito giallo verdastro). Se non si interviene con
la terapia si ha un progressivo interessamento dell'uretra posteriore, della
prostata e degli epididimi. Nel maschio omosessuale oltre a quando già detto
vi può essere una proctite e una faringite gonococciche che possono decorrere
in modo del tutto silente. Nella donna vi è una frequente localizzazione
nel collo dell'utero determinando una endocervicite che molto spesso non si manifesta
in forma acuta. Ovviamente sono possibili uretrite, proctite e faringite. I successivi
esiti di endometrite e annessite sono frequentemente i responsabili di sterilità nella
donna. La gonorrea non si risolve mai da sola e va curata con antibiotici specifici
per entrambi i partner (tetraciclina, minociclina e doxiciclina).
La tricomoniasi è largamente diffusa nella popolazione femminile sessualmente
attiva ed è causata da un protozoo, il Tricomonas vaginalis. Quando l'infezione è sintomatica
si riscontra una cervico-vaginite, con perdite giallastre e schiumose, che può esitare
in una vulvite. C'è fastidio durante il coito. Nell'uomo l'infezione è spesso
senza sintomi, ma in qualche caso vi può essere lieve uretrite catarrale
e bruciore alla minzione. Sono possibili complicanze prostatiche. La terapia
(derivati imidazolici anti-infettivi, candelette e creme vaginali) va estesa
anche al partner abituale.
L'herpes è una banale ma molto fastidiosa situazione. E' in causa il virus
Herpes simplex e costituisce la più frequente malattia a trasmissione
sessuale, poiché avere rapporti con una persona affetta da herpes ai genitali
o all'ano significa invariabilmente contrarla. Nel maschi eterosessuali si manifesta
con una balanopostite, nella femmina con una vulvovaginite. La proctite è l'appannaggio
prevalente dell'omosessuale. Come l'herpes labiale anche quella genitale guarisce
spontaneamente ma purtroppo può ripresentarsi senza che vi sia stato un
nuovo contagio. La terapia con farmaci antivirali va iniziata il più precocemente
possibile al fine di bloccare la moltiplicazione del virus.
La candidosi è la conseguenza di un abnorme sviluppo di lieviti del genere
Candida sulle mucose genitali. Sia nell'uomo che nella donna la candidosi può essere
inavvertita e quando ci sono sintomi si manifestano con sensazione di prurito
o di bruciore e arrossamento delle mucose. Nella donna alla dispareunia può associarsi
leucorrea lattiginosa o sierosa. La terapia si avvale di preparazioni antimicotiche
in crema, gel o candelette.
La vaginosi nota come vaginite non specifica, è causata soprattutto da
un coccobacillo che può associarsi con altri batteri, la Gardnerella vaginalis.
Il sintomo principale è un'aumentata secrezione vaginale di cattivo odore,
densa, livemente schiumosa, con prurito lieve o assente. Nell'uomo non dà sintomi.
Il trattamento è necessario, pena la cronicità, e si avvale di
metromidazolo o suoi derivati. Anche antibiotici come l'ampicillina e le cefalosporine
sono efficaci. La cura di entrambi i partner permette di evitare le recidive.
I condilomi acuminati detti popolarmente "creste di gallo" sono causati
dal virus del papilloma umano. Colpisce di preferenza i giovani di entrambi i
sessi e la trasmissione avviene attraverso i rapporti sessuali ma anche in modo
indiretto, attraverso i servizi igienici. I condilomi si localizzano dovunque
nelle zone genitali, con predilezione per le mucose. La localizzazione anale è frequente.
In alcuni casi la crescita è molto lenta, in altri rapida e con continue
recidive dopo la cura. Non c'è possibilità di regressione spontanea.
L'asportazione tramite elettrocoagulazione, laserterapia o altri sistemi chirurgici
costituisce la terapia di elezione. In ogni caso deve sottoporsi a visita anche
il partner abituale.
Nelle malattie veneree data l'alta probabilità di sintomi sfumati e poco
evidenti è bene dare la massima attenzione a ogni piccolo segno sia cutaneo
e delle mucose, sia di sensazioni come lievi pruriti o odori insoliti. Va tenuto
presente che le malattie a trasmissione sessuale generalmente sono curabili e
guaribili a patto che si intervenga con tempestività. Per ciò che
concerne l'Aids le misure preventive sono arcinote a tutti. Uno stile di vita
tranquillo ed equilibrato non deve essere dettato dalla paura ma dalla serenità della
mente, che in ogni caso va cercata e perseguita come il bene più prezioso
per chi, essendo venuto al mondo, ha la responsabilità oggettiva di vivere
nella maniera migliore possibile.
Domenico Iannetti
SU QUESTI TEMI SONO POSSIBILI CONSULENZE TELEFONICHE
CON IL DOTT. IANNETTI. PER INFORMAZIONI: info@studioiannetti.it
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il sito: www.villaoasiperugia.it
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