 |
L'AMORE DEVE ESSERE IL PANE QUOTIDIANO,
MA FA' IN MODO CHE SIA ANCHE LA TUA VOGLIA DI PERFEZIONE.
Sarebbe assurdo voler insegnare il nuoto
ai pesci. Per il fatto di essere venuti al mondo
siamo tutti competenti nell'amore e nella sessualità.
La naturalezza della funzione psichica e corporea
di amare è però caratterizzata da
complessità. Tutto quello che è complesso
non può essere mai ridotto a una visione
superficiale e semplicistica. Sessualità vuole
dire innanzitutto confronto. E' qui che sorgono
i primi problemi, poiché le circostanze
dello sviluppo psicologico umano purtroppo non
garantiscono sempre una buona capacità di
confrontarsi. Nei rapporti sessuali non esistono
e non devono esistere comportamenti rigidi. Vi è una
gamma molto grande di possibilità che vale
la pena di vivere e sperimentare. Ogni persona,
in ciascun momento, ha il suo orientamento e le
sue esigenze e nessuno può avere il diritto
di imporre qualsiasi cosa contro la volontà dell'interessato.
Insomma bisogna essere capaci di bussare delicatamente
alla porta, stabilire con sicurezza la disponibilità e
conseguentemente i desideri dell'altro, manifestare
il nostro desiderio in modo progressivo, sicuro
e non contraddittorio. Se questo avviene davvero
potrebbe non avere senso la questione di ciò che è giusto
e di ciò che è sbagliato in amore.
Quando due desideri complementari si incontrano
gli unici problemi potrebbero derivare dall'ansia
e dall'emotività, che facilmente distorcono
le risposte sia della mente che del corpo. I corpi
in amore sono già anatomicamente predisposti
per la "funzione"; è la mente
che deve essere messa in condizione di percorrere
tutte le trame del gioco amoroso. E' per questo
che la sessualità umana è essenzialmente
mentale, e il sessuologo che non è davvero
esperto del mentale è come un contadino
che pretende di arare il campo privo di aratro.
La sessualità richiede dunque che si abbiano le carte in regola, soprattutto
dal punto di vista della capacità relazionale. Quando le giuste premesse
ci sono si apre una partita dall'andamento e dall'esito estremamente variabili.
In un incontro d'amore l'imprevedibilità è di casa. E' sempre una
scoperta di se stessi e di come il partner colga appieno o parzialmente le nostre
aspettative e i nostri slanci. La variabilità amorosa è come un'altalena
costituita dal darsi e dal sottrarsi, dal promettersi e dal negarsi e questo
dà sostegno al desiderio e lo rinnova. Il desiderio non nasce dall'oggetto
ma dal soggetto. La radice del desiderio affonda nell'intensa esperienza del
primo rapporto d'amore che ognuno di noi ha avuto dopo la nascita con la propria
madre. La nostra condizione alla nascita era di totale dipendenza e la dedizione
materna, estinguendo i bisogni, creava nel contempo l'esperienza della gratificazione
e la paura della perdita. La tensione interna derivata dalla privazione momentanea
della madre costituisce il nucleo su cui si struttura l'attaccamento del bambino
e l'euforia conseguente al ritrovamento dell'oggetto amato. Così si crea
l'oscillazione, che è tipica dell'amore, tra l'immaginazione che lenisce
l'angoscia della perdita e il piacere esaltato dall'euforia che esplode al momento
del ritorno. La sessualità umana ha dunque i suoi momenti basilari nella
ricerca del piacere (che è ritrovamento), nell'immaginario della consumazione
corporea dell'oggetto desiderato, nella dipendenza da tale oggetto, nella riproducibilità autoctona
della sensazione del contatto.
In questa visione positiva della sessualità, in cui si mescolano e si
confondono tenerezza e affettività, come spiegarsi il senso dello schifo
e del peccato che ha accompagnato così a lungo questo aspetto importante
della vita umana? La spiegazione sta nell'antico dualismo tra anima e corpo,
che è nato nel pensiero greco ed è stato adottato ed esasperato
nel pensiero cristiano. Il corpo era portatore di tutte le negatività e
l'anima era la fonte della virtù e della morale. Così la pulsione
sessuale è stata immaginata come una forza cieca difficile da contenere
e dunque pericolosa e peccaminosa. Allora tutto lo sforzo era volto ad arginare
tale magma negativo con divieti, minacce, repressioni e castighi. Certo non si
poteva (come si sarebbe voluto) abolire la sessualità, allora la si relegava
a mera funzione volta alla riproduzione. Dunque: matrimonio, coito, fecondazione
erano permessi (meglio:tollerati) il resto era peccato, abominio, marciume. Nel
resto, dunque, era compreso il piacere ed il piacere nuoceva all'anima e dispiaceva
a Dio. In tal modo fare l'amore si riduceva a introdurre rapidamente il pene
nella vagina, eiaculare e girarsi dall'altra parte. Il piacere della donna era
assurdo solo ipotizzarlo.
Bisogna ammettere che chi più chi meno siamo tutti portatori di residui
di paure, di angosce, di apprensione relativamente alla nostra vita sessuale.
Eppure la sessualità non può non avere un posto centrale nella
nostra esistenza. Siamo nati a causa di un atto d'amore sfociato in un rapporto
sessuale. Abbiamo imparato l'amore (e la sessualità) tramite l'emozione
del contatto col seno materno. La coppia che ci ha insegnato le modalità di
stare al mondo a contatto con gli altri, era legata da amore e da intesa sessuale.
Il nostro accesso al percorso che conduce alla vita adulta ha coinciso con la
maturazione degli organi genitali. E via via che siamo cresciuti abbiamo imparato
che ogni gesto d'amore riportava a galla la nostra storia di individui e la rivestiva
di significati collettivi, cosicché in ogni incontro amoroso si mescola
passato e futuro. Quindi la dimensione sessuale è anche quella della manifestazione
più autentica di noi stessi e quella che ci consente (o dovrebbe consentirci)
il massimo di libertà. Il concetto di libertà ci porta a considerare
gli ostacoli che possono limitarcela. Farci limitare la nostra libertà da
circostanze subite passivamente non è mai una buona cosa. Necessariamente
dobbiamo agire per rimuovere gli ostacoli che ci impediscono di vivere una sessualità serena.
Il primo ostacolo è senza dubbio la paura. Non essendoci nel rapporto
amoroso regole, il timore di sbagliare e di essere inadeguato è molto
forte. Da qui deriva anche il lato meraviglioso dell'amore: un'avventura imprevedibile
che ti può anche trasfigurare la vita. Questo significa purtroppo che
potrebbe esistere anche un rischio in negativo. Prevedibile, però. Tutto
ancora una volta è demandato alla nostra intelligenza.
In altri articoli mi è capitato di sottolineare che tutti, per il fatto
che siamo nati, non possiamo sottrarci all'educazione permanente. Non finiamo
mai di imparare e non dobbiamo mai pensare che sappiamo già tutto. Soprattutto
in materia sessuale e amorosa. I sentimenti sono sempre importanti e l'erotismo
senza sentimenti rischia di essere ben poca cosa. Non bisogna credere mai alla
liberazione sessuale fine a se stessa. La vera liberazione è quella mentale
e questo è un compito che si deve svolgere senza chiasso e senza grancasse.
E' un compito nostro, individuale, come persone. Le proibizioni sociali in materia
sessuale ci devono essere, al pari della privatezza dell'espressione erotica.
Quando tutto fosse permesso e quando tutto fosse accessibile anche agli inibiti
e ai pigri mentali, che ne sarebbe di quel piacevole retrogusto di trasgressione
che accompagna così bene l'eros? La minaccia dell'Aids ha rilanciato le
quotazioni del sesso monogamico e della fedeltà; ma ciò è sicuramente
un bene poiché non credo che i rapporti promiscui siano una gran conquista
per nessuno. Chi proprio li desidera farebbe bene a chiedersi il perché insieme
a uno psicologo.
Credo che arricchire l'eros con più sentimento voglia anche dire dare
più spazio alla donna, che finalmente non è più una figura
di contorno all'obelisco fallico. Per secoli l'erotismo (mal ridotto, per carità) è stato
un'esclusiva prerogativa maschile, mentre alla donna apparteneva la riproduzione
(e il successivo allevamento). Oggi la donna comincia davvero ad avere voce in
capitolo, ma occorre che eviti il vizio tipicamente maschile di misurare l'attrazione
e il coinvolgimento unicamente col metro dell'erezione (una specie di deus ex
machina che deve scendere al momento giusto al centro della scena altrimenti
la magia non si verifica). Non c'è dubbio che il sesso ha un ruolo determinante
nella nostra vita, dunque va preso necessariamente sul serio. Questo potrebbe
ridurre l'aspetto ludico, che quando manca costituisce indubbiamente un limite
e un impoverimento. Far durare la coppia significa anche saper divertirsi insieme
ed è per questo che il problema di tanti è quello di dare più spazio
al gioco. La migliore educazione sessuale che una coppia può dare ai propri
figli è quella di far trasparire la gioia di stare insieme. Il resto potrebbe
costituire solo chiacchiere inutili e forse dannose. Per questo l'educazione
sessuale dei figli potrebbe essere un assurdo in assenza dell'educazione sessuale
dei genitori.
Diciamo infine una parola sulla sessuologia medica sulla cui necessità nessuno
può avere dei dubbi. Il problema è che mentre in quasi tutta la
medicina scindere i settori è una necessità, nella sessuologia
scindere l'aspetto organico da quello psicologico è un'assurdità.
Non c'è dubbio che il sessuologo deve essere medico preparato sugli aspetti
organici, ma anche un vero psicoterapeuta. Nell'ottica della sessuologia ogni
individuo va considerato globalmente e non può essere considerato la somma
di parti separate. Posizioni che definirei propagandistiche che tendono a vedere
come secondaria l'incidenza mentale nelle difficoltà sessuali, si qualificano
da sole agli occhi di chiunque non sia un completo analfabeta.
Domenico Iannetti
SU QUESTI TEMI SONO POSSIBILI CONSULENZE TELEFONICHE
CON IL DOTT. IANNETTI. PER INFORMAZIONI: info@studioiannetti.it
Per informazioni sui week-end terapeutici presso
il B&B "Villa Oasi" di Perugia, visitare
il sito: www.villaoasiperugia.it
|