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CHE TIPO DI EMOZIONE E' L'AMORE?
Pronunciando la parola "emozione"evochiamo
una gamma quasi infinita di possibilità
di nostri stati mentali. C'è chi ha provato
a classificarle soprattutto riguardo all'importanza
e al coinvolgimento. Vi sono emozioni primarie
che noi avvertiamo molto presto nel corso dell'esistenza.
La gioia, la paura, l'ira, la tristezza sono esperienze
che anche un bambino di due anni ha. Vi sono poi
emozioni legate a stimoli sensoriali come il dolore,
il disgusto, l'orrore, il piacere, il dispiacere.
Nei meccanismi che concernono la valutazione di
sé possono emergere la vergogna, l'orgoglio,
il senso di colpa, la soddisfazione, l'insoddisfazione.
Tra le emozioni legate al rapporto con gli altri
emergono l'amore, l'odio, la pietà, la
gelosia, l'invidia. Vi sono emozioni legate alla
percezione e all'apprezzamento delle cose quali
l'umorismo, l'ammirazione, la meraviglia. Vi sono
poi stati d'animo che facilmente accompagnano
le nostre giornate come la malinconia, l'ansia,
l'eccitazione, la solitudine, l'avvilimento, la
noia.
Tra le più importanti esperienze emotive
della nostra vita ci sono quelle che riguardano
le persone e gli oggetti del mondo circostante.
Partendo dall'amore per arrivare all'odio la varietà
è praticamente illimitata e ci sono emozioni
così plasmanti da caratterizzare atteggiamenti
abituali e addirittura personalità. Infatti
è tuttaltro che raro incontrare persone
plasmate dall'amore o plasmate dall'odio, per
cui questi fondamentali modi di sentire e di aderire
al mondo condizionano tutti gli altri possibili.
Allora: che tipo di emozione è l'amore?
L'amore è un'emozione positiva perché
muove i circuiti cerebrali del piacere e dunque
induce alla persistenza e alla ripetizione con
comportamenti che possono avere anche le caratteristiche
della coazione. Tutti pensiamo il massimo di bene
dell'amore, ma se fosse qualcosa di negativo potremmo
affermare che l'amore è un vizio inestinguibile.
Un altro "vizio inestinguibile" è
la sessualità e sarà anche per questo
che amore e sesso spesso procedono appaiati. E'
vero che i rapporti sessuali possono sussistere
anche senza amore, ma tendo a pensare che non
possono sussistere associati all'odio puro. Amare
e vivere la sessualità convogliando entrambi
i movimenti cerebrali regolati dalla dopamina,
promuovono lo "sregolamento" e la "esaltazione"
che porta a progettarsi in contesti nettamente
migliorativi. Nessuno si innamorerebbe o vivrebbe
un atto sessuale con altre persone se non avesse
la speranza di migliorare la propria vita.
Innamorarsi vuole dire un febbrile stato di desiderio
di stare vicini e di amalgamarsi con la persona
amata. Amalgamarsi significa non sopportare limitazioni
o divieti per cui si desidera il contatto intimo,
la condivisione dei sentimenti e perfino dei pensieri
e delle convinzioni, il girare gomito a gomito
sotto gli occhi del mondo. Una persona innamorata
desidera ardentemente di fare qualcosa, qualunque
cosa per l'altro. L'amore implica sempre tenerezza
poiché si vorrebbe scongiurare ogni collisione
o contatto brusco con l'altro.
In amore come nel sesso non si possono porre limiti.
Quando si inizia tutto diviene possibile. Si finisce
di essere individui singoli e si comincia ad essere
maschio e femmina in piena fase rivoluzionaria.
La rivoluzione è il mutamento ma non passo
dopo passo, come nel riformismo, ma un mutamento
vorticoso refrattario alle programmazioni. Nell'unione
dell'amore e del sesso il maschio e la femmina
si imbarcano per un'avventura che conserverà
sempre ampi margini di inconoscibilità
e di mistero.
Anche il corpo degli innamorati entra in una fase
di rivoluzione. Il cuore incrementa i suoi battiti,
il sangue pressa di più nelle arterie e
il respiro si fa più corto ed affrettato.
Sono i segni fisici che dicono che sta succedendo
qualcosa di tuttaltro che banale. Gli innamorati,
d'altra parte, badano poco al proprio corpo impegnati
come sono nelle emozioni e nei sentimenti.
Un aspetto non secondario dell'innamoramento è
il sentimento megalomane dell'esclusività.
Esclusività dell'altro che concepiamo come
unico, pur sapendo che su miliardi di contemporanei
nessuno ragionevolmente può essere considerato
tale. Ed esclusività di noi stessi che
pretendiamo l'assoluto possesso della persona
amata non hic et nunc ma per l'eternità.
Quando questo possesso è minacciato dalla
presenza di un concorrente che si aggira forse
casualmente nei paraggi esplode incoercibile la
gelosia. Il possesso esclusivo è palesemente
un'aspirazione irrealistica ma ciò nonostante
la gelosia si accompagna strettamente con l'amore,
con la stessa pertinacia con cui le signorine
d'altri tempi venivano accompagnate dallo chaperon.
Che cosa determina la nostra scelta quando ci
innamoriamo è cosa difficilissima da capire.
Certamente la vicinanza è determinante.
Molti maschi hanno l'occhio languido per Monica
Bellucci, ma difficilmente se ne innamorano essendo
la Bellucci impegnata in lidi lontani. Ci si innamora
delle persone che bazzicano la nostra stessa quotidianità:
stessa scuola, stesse feste, stessi luoghi di
vacanza. Badiamo anche di innamorarci delle persone
che fanno parte della nostra stessa classe sociale,
del nostro ambiente familiare e del nostro milieu
culturale.
Due persone che si scelgono e che si innamorano
hanno sempre l'illusione di essere complementari
l'uno con l'altra. In realtà l'unica complementarietà
sempre presente è quella pene/vagina. Il
resto è materia criptica in sanscrito letta
da illetterato in una notte buia come la pece.
Ovviamente una persona con un forte bisogno di
essere protetta potrebbe attagliarsi perfettamente
a una persona con un forte bisogno di proteggere
e di prendersi cura, ma normalmente le due caratteristiche
sono mescolate in ognuno di noi. Se qualche aspetto
di complementarietà può rendere
più forte la coppia, bisogna dire che avere
caratteristiche troppo spiccate in uno o entrambi
i partner più facilmente penalizza l'equilibrio
della coppia stessa. La convinzione popolare che
gli opposti si attraggono è altrettanto
vera della convinzione contraria che i simili
si attraggono. Condividere degli interessi, a
lume di naso è molto meglio che non condividerne
alcuno. Ma condividere degli interessi fa parte
delle normali possibilità statistiche di
due individui presi a caso. La verità è
che ci può piacere sia chi non ci somiglia
in niente che chi ci somiglia in determinati aspetti.
Non c'è ombra di dubbio che normalmente
l'attrazione sessuale sia un'importante componente
dell'innamoramento. Ma bisogna dire che l'attrazione
sessuale è davvero potente a patto che
sia reciproca. Potrei portare l'esempio stupido
che essendo io attratto da Monica Bellucci non
succede nulla anche nell'ipotesi che la Bellucci
incontrandomi gettasse su di me un neutro sguardo.
Ciò perché realisticamente è
improbabile che Monica Bellucci mi guardi con
"l'interesse" con cui io la guardo.
Il motore potente del meccanismo è dato
dal fatto che "lei mi piace perché
io piaccio a lei". Nell'amicizia e nell'amore
le cose funzionano proprio così. E' vero
che ci si può innamorare di una persona
che non ricambia i nostri sentimenti ma è
anche vero che un tale rapporto è destinato
a morire presto. I casi di amori "disperati"
che facevano l'oggetto della letteratura romantica
erano casi patologici di soggetti inibiti che
potevano vivere solo amori impossibili. La verità
è che senza "rinforzo" i segnali
tendenti a comunicare i propri sentimenti sono
destinati a decadere. Una persona che avendo mandato
segnali di interesse per un'altra si trova davanti
a un muro, perde ogni interesse, anzi si carica
di sentimenti negativi. La corrispondenza dei
segnali costituisce dunque un indispensabile rinforzo
reciproco che fa progredire la relazione verso
l'amore stabile e il matrimonio.
Vero è che nella coppia accanto a rinforzi
positivi vi possono essere rinforzi negativi e
tali ambivalenze costituiscono le oscillazioni
e le insicurezze di tanti rapporti. Questi partner
sono destinati a soffrire, e spesso accettano
la sofferenza in nome di mitiche tracce della
memoria che riportano momenti di godimento del
passato. In questo caso le emozioni sebbene normalmente
negative sono intrise di speranza. E quando anche
la speranza muore forse regge uno stoico senso
del dovere: verso i figli, verso la società,
verso la fede religiosa.
Forse l'apprendimento più grande che le
coppie dovrebbero acquisire è il seguente:
l'amore a un certo punto finisce o comunque si
modifica radicalmente rispetto a prima. Quello
che dovrebbe permanere e in alcuni casi permane
è la saggezza. La saggezza di condividere
il buono che c'è sempre, anche nei casi
peggiori. Saggezza vuole dire imparare a colorare
l'esistenza propria e altrui di emozioni positive.
Domenico Iannetti
SU QUESTI TEMI SONO POSSIBILI CONSULENZE TELEFONICHE
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