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NESSUNO E' PERFETTO: I
DIFETTI LI ABBIAMO TUTTI. MA E' DAVVERO TOLLERABILE
LA PRETESA DI CHI
SI VUOLE ASSOLVERE SEMPRE E IN OGNI CASO?
Tantissima gente è in grado di dare
un giudizio probante sul motore di un'automobile.
La potenza, le prestazioni, l'affidabilità,
la durata: insomma il valore. Quanti sono
in grado di fare la stessa cosa circa la
mente umana? Pochi, davvero pochi. Si confonde
facilmente l'aggressività con la
determinazione, la dipendenza con l'attaccamento,
la rigidità con la sicurezza. E'
vero che l'albero si giudica dai frutti
ma è anche vero che troppa gente
apre gli occhi sul valore dell'albero quando è stata
già intossicata dai frutti che ha
ingerito. Insomma nessuno accetterebbe di
dover fare migliaia di chilometri per capire
l'affidabilità della vettura che
ha acquistato, ma tutti investiamo più o
meno sul prossimo sulla scorta di poche
impressioni che si riveleranno invariabilmente
sbagliate. E' vero che il rischio per una
nostra valutazione sbagliata delle persone
con cui veniamo a contatto, normalmente
non è alto. Venire a sapere che il
fruttivendolo da cui acquistiamo i carciofi è tutt'altra
persona da quello che ci sembrava, può essere
del tutto destituito d'importanza. Ma se
la persona oggetto della deludente agnizione è la
stessa a cui abbiamo detto sì all'altare,
allora il rovello può avere la sua
sacrosanta giustificazione. Quindi l'ideale
sarebbe avere il preciso identi-kit mentale
di chi ci circonda (dopo ovviamente averlo
avuto di noi stessi) per poterci regolare
meglio ed evitare spiacevoli errori. Facile
a dirsi ma... Non impossibile a farsi purché non
si rinunci a far funzionare i propri neuroni.
Diciamo subito una grande verità: c'è un'unica strada per conoscere
gli altri: conoscere veramente se stessi. E' questa la giusta direzione e poi
proseguendo, proseguendo sempre si arriva a conoscere a menadito tutte le pantomime
dalla A alla Z. Si tratta della saggezza. Ma non ci scoraggiamo: basta molto
meno per vivere dignitosamente. Per vivere dignitosamente per noi stessi e per
gli altri bisogna evitare assolutamente un grosso errore: quello di credere che
abbiamo sempre ragione e gli altri sempre torto. Io sono okay gli altri non sono
okay. E' come se si dicesse: io sono Napoleone. Avete capito bene: siamo nella
follia. Una persona incapace di fare autocritica e che scarica sistematicamente
la colpa sugli altri effettivamente è un po' folle. Parliamo di tratti
psicotici. La psicosi è la malattia mentale vera e propria che non guarisce
mai, né con i farmaci, né con la psicoterapia. Tante persone perfettamente
dissimulate all'occhio del comune percepire hanno forti tratti psicotici. Nessuno
mette mai in discussione la loro perfetta normalità anche quando abbandonano
i figli piccoli per fuggire con l'amante, anche quando tendono a vedere una trama
persecutoria in ogni problema (che a ben guardare hanno sempre provocato con
il proprio comportamento), anche quando hanno fatto dell'odio e del rancore la
loro unica motivazione comportamentale. Queste persone tendono a creare infelicità attorno
a sé, poiché nelle cose che fanno non conoscono le sfumature. Se
amano sono troppo gelose e possessive, se odiano lo fanno in modo definitivo
e implacabile. Non riescono a dare fiducia a nessuno; la sospettosità è il
loro sistema di relazionarsi con gli altri. Ma siccome non si può vivere
sospettando di tutti ecco che hanno un'irrazionale fiducia assoluta in qualcuno
o in qualcosa. Possono avere un solo amico di cui diventano dipendenti fino magari
al plagio, o seguire una convinzione o una dottrina irrazionale fino alla rovina
economica o al comportamento delinquenziale. Qualunque sia il loro orientamento
sessuale facilmente risultano eccessivi. Con il coniuge hanno pretese esagerate
e non sanno capire le esigenze dell'altro, con l'amante tendono a ripetere lo
stesso unico schema relazionale di cui sono propositori, e di fronte a qualunque
impulso sono incapaci di dominarsi. Così di questa specie sono i violentatori
e i molestatori delle figlie, delle nipoti, delle bambine vicine di casa. Di
questa specie sono i perversi che agiscono le loro parafilie, in particolare
i pedofili.
Insomma, dobbiamo temere tutti di essere un po' psicotici? Assolutamente no.
Se siamo capaci di riconoscere un nostro disagio mentale, una nostra paura troppo
insistente, un nostro abbattimento troppo prolungato e abbiamo voglia di liberarcene
siamo tutt'altro che malati di mente. In particolare se decidiamo di intraprendere
una psicoterapia per migliorare la nostra vita e la vita di chi ci sta vicino
siamo per certo sanissimi di mente. Allora poniamoci la domanda: chi ha davvero
bisogno di una psicoterapia? Non certo solo quelli che credono nella psicologia,
poiché la psicologia non è un articolo di fede ma un potente strumento
di consapevolezza che ci fa vincere le paure e le angosce e ci porta a vivere
con più serenità ed intelligenza. Portiamo alcune ipotesi comportamentali
che potrebbero consigliare almeno un colloquio con lo psicologo. Se nelle situazioni
nuove quali per esempio una festa con estranei, un colloquio per un posto di
lavoro, il primo incontro con una ragazza tendiamo ad essere troppo preoccupati
e a temere il fallimento, dobbiamo ipotizzare un eccesso di insicurezza. Se non
sappiamo dire di no quando gli amici o i conoscenti ci chiedono un favore non
dobbiamo sempre pensare di essere una persona disponibile e gentile, forse siamo
troppo dipendenti e insicuri. Se puntualmente ci arrabbiamo troppo ogni volta
che le cose non vanno secondo le nostre aspettative, non possiamo pensare di
essere solo un po' focosi. Se quando siamo con gli amici seguiamo invariabilmente
le loro proposte su come passare la serata e non riusciamo neppure una volta
a ottenere credito su una nostra proposta, ci dovremmo chiedere più seriamente
il perché questo succede. Se quando dobbiamo acquistare qualcosa o prendere
qualunque altra decisione abbiamo mille ripensamenti, sicuramente non si tratta
di una innocua caratteristica della nostra personalità. Se abbiamo costantemente
difficoltà a farci coinvolgere in attività di gruppo per cui tendiamo
a isolarci, è del tutto giustificato il campanello d'allarme. Se quando
facciamo qualunque cosa prima di tutto pensiamo all'approvazione degli altri
e abbiamo bisogno di segni di incoraggiamento per portare a termine le nostre
attività, chiediamoci più in generale come stiamo impostando la
nostra vita. Se qualcuno anche in modo episodico ci dimostra scarsa considerazione
e noi siamo incapaci di rimetterlo in riga, forse non è solo una questione
di tolleranza o di pazienza. Se facendo un bilancio generale riscontriamo la
nostra insoddisfazione circa i rapporti con le persone che ci sono più vicine,
dobbiamo fare qualcosa che vada al di là della santa rassegnazione.
Bisognerebbe con tranquillità chiederci se siamo davvero noi alla guida
della nostra vita. Chi fuma e ha capito che si infligge un vero autogol ogni
volta che accende la sigaretta, deve chiedersi perché mai non riesce a
smettere. Forse non è solo questione di volontà ma è questione
di cercare e trovare per sé un significato più dignitoso. Infatti
vivere non può mai ridursi a una confezione standard in una catena di
montaggio. La nostra vita è originaria e solo vivendo con dignitosa libertà riusciamo
a darci un significato. Chi assume abitualmente droghe, soprattutto eroina, cocaina,
anfetamine, allucinogeni non si illuda di conservare ancora una dignitosa libertà e
certamente sta per essere buttato in una cloaca ogni residuo minimale di significato.
Ogni forma di schiavitù è intollerabile soprattutto quelle derivanti
da una disperante immaturità personale. La dipendenza dall'alcol, dal
cibo deve essere combattuta anche nelle fasi iniziali che generalmente danno
la falsa impressione di poca gravità. Il meccanismo di bere qualcosa di
forte o di ricorrere alla pasticca di ansiolitico ogni volta che bisogna affrontare
un impegno al di fuori del quotidiano, è un vero indizio di situazione
emotiva precaria che richiede di essere risolta. Le paure immotivate quando condizionano
marcatamente l'azione quotidiana vanno sempre risolte con una appropriata psicoterapia.
Non c'è nessuna logica nell'idea di dover convivere con i meccanismi mentali
che ti riducono la qualità della vita. Stare al guinzaglio non è tollerabile
anche quando abbiamo l'impressione che la corda che ci lega sia lunga. Ogni qual
volta abbiamo il sospetto che il nostro pensiero tende a girare in tondo e a
percorrere invariabilmente dei circoli viziosi, facciamo qualcosa per evadere
dal labirinto. Non c'è un briciolo di verità nella visione di chi
pensa che la condizione umana sia una specie di prigione senza via di fuga. E
non c'è ugualmente un briciolo di verità in chi vuole spacciare
per nuove ed eterne le vie di fuga elaborate dal pensiero primitivo.
Se non siamo felici è inutile sperare che il sesso ci possa dare gioia.
Ma l'insoddisfazione vostra e del vostro partner per i rapporti sessuali non
va mai seppellita sotto una coltre di rassegnazione. Tutto quello che riguarda
l'espressione di una sessualità difettiva, spaventata o angosciosa si
può e si deve correggere. Nessuno creda che il prezzo del la sciatteria,
della pigrizia mentale, del dare sistematicamente la parte peggiore di sé sia
di poco conto per ciò che concerne le relazioni sessuali. La storia di
tanti fallimenti esistenziali approdati alla più disperante solitudine è cominciata
con l'avvilimento rassegnato con cui si è vissuta la sessualità.
Chiedetevi se dormite abbastanza bene. Se fate fatica a prendere sonno o vi svegliate
troppo presto al mattino una ragione c'è, e cercate di capirla e di risolverla.
Se i sogni sono troppo caratterizzati dall'allarme, dalla fatica e dall'angoscia
anche qui una ragione c'è, che va ugualmente capita e risolta. L'ansia,
la depressione molto spesso suonano il primo campanello d'allarme per mezzo delle
variazioni del sonno. Rivolgetevi allo specialista giusto per capire e risolvere
ed evitate la pigrizia mentale che vi consiglia di ricorrere subito alla pasticca
di ipnotico.
Cercate di divenire cultori della qualità del vostro pensiero. State pur
certi: se pensate male vivrete male. Se i problemi più importanti del
vostro stare al mondo concernono la pulizia e l'evitamento delle contaminazioni,
non potete illudervi di pensare bene. Se avete un'unica passione, un'unica ottica
di partecipazione al mondo, state pur certi che non pensate bene. Se ritenete
che il futuro sia senza speranza e il vostro vivere sia solo la dolorosa attesa
della fine, per certo pensate molto male. Se vi ritenete inguaribilmente inferiori
agli altri o anche assurdamente superiori al prossimo, pensate sicuramente male.
Se avete sposato qualunque teoria, fede o visione del mondo che cozza anche per
un solo aspetto contro il buon senso e la dignità dell'essere umano, convincetevi
che siete probabilmente fuori del corretto pensare. Se credete che esistono poteri
superiori o paranormali siete nel bel mezzo della confusione al pari di chi crede
(o vuole far credere) di possederli, o di chi pensa che altri li stiano usando
contro di lui. Lavorate a vivere meglio per voi stessi e per chi vi sta vicino,
e il pensiero che occorre per riuscirci è esattamente il corretto modo
di pensare.
Domenico Iannetti
SONO POSSIBILI CONSULENZE TELEFONICHE CON IL DOTT.
IANNETTI PER I PROBLEMI DI COPPIA. PER INFORMAZIONI: info@studioiannetti.it
Per informazioni sui week-end terapeutici presso
il B&B "Villa Oasi" di Perugia, visitare
il sito: www.villaoasiperugia.it
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