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L'ORGASMO FEMMINILE: UNA VIA
IMPERVIA O UNA APPROPRIAZIONE CORPOREA E MENTALE
ANCORA DI LA' DA VENIRE?
C'è un fatto incontrovertibile: le donne
hanno maggiori problemi degli uomini a raggiungere
l'orgasmo. Il fatto, lungi dall'essere giustificato
sul piano fisiologico, pone molti interrogativi
sull'effettivo coinvolgimento degli individui nella
relazione sessuale. E' stato detto che per certi
aspetti la sessualità umana è un
mistero. In realtà è la mente umana
ad essere un mistero. In primo luogo bisognerebbe
capire davvero perché una forza tanto coinvolgente
come la sessualità si sia caricata di paure
e di angosce, che hanno consigliato visioni cervellotiche
tutte caratterizzate dalla fuga dalla realtà.
E' incredibile che la scienza abbia cominciato
ad occuparsi del comportamento sessuale umano solo
pochi decenni fa. A proposito di orgasmo femminile
la controversia clitoride-vagina ha del fantasmagorico.
Fu Freud e gli ambienti della psicoanalisi da lui
derivati che diedero il via al mito che l'orgasmo
conseguente alla stimolazione vaginale era quello "buono" mentre
l'orgasmo conseguente alla manipolazione clitoridea
era quello "cattivo". Sembrava, a questi
pionieri della sessuologia, che il clitoride fosse
un inutile residuo ancestrale del pene e che fosse
lì per un errore. Stimolarlo corrispondeva
a una negazione della femminilità e le donne
che indulgevano a quei contatti erano delle immature.
La "rivoluzione" prodotta da Masters
e Johnson che dava al clitoride un ruolo centrale
mettendo addirittura in forse l'efficacia della
stimolazione vaginale ai fini eccitatori, non ha
abbattuto quel mito che persiste ancora nella testa
di tanti medici. Sembra ancora che l'orgasmo clitorideo
abbia meno dignità rispetto a quello vaginale.
Sarà forse per il fatto che il primo potrebbe
implicare una condizione di solitudine. Sta di
fatto che il dibattito che via via si è svolto
sul tema dell'orgasmo femminile è stato
viziato da estremismo. Infatti dire che la parete
vaginale è priva di recettori e tutto il
motore sensorio si incentra nel clitoride, potrebbe
a sua volta sminuire quegli orgasmi da pura penetrazione
così apprezzati dalle donne. Psicologicamente è fondamentale
per la donna l'idea di essere penetrata e nessun "sostituto" per
quanto coinvolgente può rimpiazzare il coito.
Sta di fatto che molte donne non provano granché come
sensazioni all'atto dell'introduzione del pene
e traggono tutta l'eccitazione dalla manipolazione
diretta clitoridea. La quasi totalità delle
donne comunque annette grande importanza alla stimolazione
clitoridea per il raggiungimento della soglia orgastica.
La variazione semmai sta nel preferire modalità più o
meno dirette nella stimolazione del clitoride.
La distinzione tra i due tipi di orgasmo: clitorideo
e vaginale, ha la sua ragion d'essere in quanto
si tratta di esperienze con contenuti diversi perlomeno
per intensità. La stimolazione diretta clitoridea
produce un evento orgastico più intenso,
e ciò va letto nell'ottica della fisiologia
della risposta ma anche di una maggiore appropriazione
esperienziale.
L'orgasmo come fenomeno ha qualche elemento di "magia" poiché per
qualche istante si esce dalla realtà e si ha l'illusione di sfiorare la
soglia di un eden misterioso. I battiti del cuore, il respiro si fanno più intensi: è l'ansito
dell'attesa di un "evento". Il corpo si mobilita e la tensione aumenta.
E' come se la massa acquea salisse sollecitando sempre più le pareti della
diga. E quando la diga si rompe la muscolatura perineale si contrae insieme all'utero
e al terzo esterno della vagina. E' questo che va a costituire il grosso della "piacevolezza" particolare
che permea l'esperienza. Dopo l'orgasmo la donna non ha, come il maschio, un "periodo
refrattario", e se stimolata può raggiungere un secondo orgasmo.
Questo dice che la potenzialità orgasmica femminile è superiore
a quella maschile, non solo quantitativamente ma anche qualitativamente. Infatti
le donne riferiscono a volte un acme del piacere ricco e prolungato. Ciò sembra
stridere con quanto abbiamo detto circa le maggiori difficoltà che le
donne sembrano incontrare nella via della risposta sessuale. L'inibizione dell'orgasmo
femminile è situazione tuttaltro che infrequente. Tante donne pur avendo
una buona sensibilità sessuale e non avendo nessuna difficoltà del
desiderio, non giungono alla conclusione. C'è lubrificazione e turgore
genitale, ma poi inopinatamente ci si smarrisce. In tanti casi è un problema
di "soglie". Tutto il sistema nervoso funziona su un criterio di fondo
riconducibile al concetto di soglia. Una via nervosa si attiva solo se è stata
superata una certa soglia. Al livello sessuale ciò si traduce in risposte
distinte e conseguenti, evitando un esito caotico e convulso. Tante donne che
hanno una soglia orgasmica alta potrebbero avere bisogno di dosi più intense
e prolungate di stimolazione, e magari non lo sanno. Le eccitazioni vengono trasmesse
fino alla corteccia cerebrale grazie ai riflessi simpatico-spinali e avvertite
come sensazioni di piacere. Sono proprio tali eccitazioni che permettono di scalare
la soglia. Occorre continuità e invece qualche volta, per un motivo o
per l'altro, ci si impantana. L'anorgasmica deve cercare ovviamente di lasciarsi
andare, però deve tenere d'occhio le sensazioni piacevoli. Se a un tratto
le perde e non c'è verso di ritrovarle, il problema è consistente
e va sottoposto allo specialista. Se le sensazioni piacevoli, invece, continuano,
pur essendo sempre uguali e restie a spiccare il volo, c'è l'eventualità che
in quella donna l'orgasmo abbia una forma molto dimessa e passi praticamente
inosservato. La ricchezza della vita sessuale e l'incremento della fantasmazione
erotica potrebbero in questi casi contribuire a rendere meno modesta la conclusione.
In tal senso va sottolineato la grande verità che nella vita tutto si
impara e le cose del sesso non fanno certo eccezione.
Domenico Iannetti
SONO POSSIBILI CONSULENZE TELEFONICHE CON IL DOTT.
IANNETTI PER I PROBLEMI DI FRIGIDITA' ED ANORGASMIA.
PER INFORMAZIONI: info@studioiannetti.it
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il sito: www.villaoasiperugia.it
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