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LE PSICOTERAPIE SONO TUTTE UGUALI?
Chi ha una qualche idea della storia della psicologia
da Freud ai giorni nostri non si meraviglia che
nel campo delle psicoterapie c'è tutto e
il contrario di tutto.
Questo significa che c'è l'ottimo, il buono, il
meno buono e il decisamente pessimo. Ciò spiega
come la psicoterapia non goda di così buona fama.
Probabilmente troppa gente ne è rimasta insoddisfatta
o magari come massimo risultato ha solo imparato
a convivere con le proprie difficoltà.
La psicoterapia affronta i problemi psicologici
e mentali con la parola, con il rapporto umano,
con un progressivo calarsi nei meccanismi
che determinano la difficoltà. Però non
si tratta di un rapporto umano qualunque pur se
caratterizzato
dal bagaglio di conoscenze dell'esperto. E' un
rapporto davvero singolare che richiede indubbiamente
il massimo di scienza ma che deve fondarsi inevitabilmente
su un grande equilibrio personale del terapeuta.
Allora si affaccia inevitabile la domanda: chi
può fare lo psicoterapeuta? E' noto che
lo possono fare i medici, per lo più specializzati
in psichiatria, e i laureati in psicologia che
abbiano fatto un
opportuno training di formazione. Però,
come accennavo prima l'abito (la laurea, la specializzazione)
non fa il monaco.
Infatti riflettiamo un momento su che cosa agisce
lo psicoterapeuta. Non su questo o quell'organo
del corpo, ma sulla mente, sull'emotività,
sull'affettività
delle persone. Primo: non nuocere. Si capisce bene
che in questo campo il rischio di nuocere e ovviamente
di non risolvere è quantomai presente. La
mente
è troppo complessa per essere adattata a
una sola o a poche chiavi di lettura. Personalmente
non
stimo molto quelli che fanno parte delle scuole,
una sorta di sette che rischiano di ridurre la
scienza a ideologia. Proclamarsi freudiani, junghiani,
adleriani o qualunque altra cosa non può schivare
la domanda davvero importante: come sei come psicoterapeuta?
Qui è il caso di ricordare il detto: non
importa di che colore sia il gatto importa la sua
capacità
di prendere i topi. Con poche chiavi di accesso
di fronte al mentale si rischia facilmente di prendere
fischi per fiaschi: si cerca di far accettare l'omosessualità
a chi ha solo il terrore di esserlo, si spinge
un soggetto sulla via della separazione non capendo
che è l'ultima cosa al mondo che saprebbe
affrontare, si scava per anni in una ricerca ansiogena
del
trauma quando non c'è nessun trauma ma semplicemente
una grande ansia.
A questo punto domandiamoci: come sono gli psicoterapeuti?
L'abbiamo già detto: c'è il buono
e il meno buono. Ci sono molti medici che fanno
gli psicoterapeuti
unicamente sulla scorta di quattro malintese nozioni
di psicoanalisi. Per costoro il problema dell'eiaculazione
precoce, per fare un esempio, potrebbe implicare
la nozione del complesso di castrazione. La storia
passata della psicoterapia ha avuto una vera ubriacatura
di fumosità. E purtroppo di psicoterapeuti
con la testa piena di fumosità ce ne sono
fin troppi anche oggi. Abbiamo detto che le cose
del mentale
sono tutt'altro che semplici, è per questo
che sarebbe auspicabile che lo psicoterapeuta affinasse
delle capacità efficaci di intervento in
quei casi in cui si sente veramente padrone, avendo
all'occorrenza
l'onestà di indicare altri colleghi. Opere
di cesello non si possono affrontare col badile.
Per risolvere l'ansia e tutti gli innumerevoli
problemi ad essa connessi ci vuole un approccio
opportuno se no si rischia di aumentarla. Intestardirsi
in una impostazione analitica quando le paure e
l'allarme sono a cento non è segno di soverchio
acume.
Per risolvere la depressione, più o meno accompagnata
dall'ansia, oltre all'uso di farmaci quando occorrono,
bisogna saper ricostruire un efficiente meccanismo
di autorivalutazione che sappia ridare al soggetto
la percezione di avere un potere sufficiente per
contare adeguatamente nel mondo.
Nei problemi sessuali, più che in altri casi, bisogna
stare attenti agli apprendisti stregoni. Il medico
che si occupa di sessuologia potrebbe perciò stesso
sentirsi detentore della patente di psicologo,
e allora butta là delle spiegazioni per cui quell'uomo
ha perso ogni slancio verso la moglie. Ugualmente
lo psicologo non medico potrebbe costruire magnifiche
teorie psicanalitiche sulle difficoltà erettili
del malcapitato che semplicemente prende dei farmaci
antipertensivi. Per essere un buon sessuologo bisogna
saper risolvere tutte le componenti causali che
concorrono alla determinazione del problema altrimenti
si rischia di pestare acqua nel mortaio.
Lo psicoterapeuta, soprattutto quando ha l'intera
responsabilità strategica per la risoluzione
del problema, non deve rischiare lunghe terapie
inefficaci
o nel migliore dei casi palliative, usando un unico
tasto di un ormai vecchio pianoforte. Tutti i terapeuti
devono essere consapevoli che per ogni serratura
va usata la chiave giusta. I passe-partout in psicoterapia
non dovrebbero esistere.
Domenico Iannetti
SU QUESTI TEMI SONO POSSIBILI CONSULENZE TELEFONICHE
CON IL DOTT. IANNETTI. PER INFORMAZIONI: info@studioiannetti.it
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