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RELIGIONE E SESSUOFOBIA.
Il bisogno religioso nell'uomo ha la radice
nella realtà della morte e nell'angoscia
che essa invariabilmente produce. In tanti
casi la cognizione di un Dio può aiutare
a mettere ordine in una vita che spesso
rischia di perdere il proprio significato.
Quindi l'equazione è: se Dio esiste
anch'io esisto ed acquisto importanza e
addirittura mi proietto oltre la morte.
Ma il problema è che Dio non c'è,
nel senso che non si fa vedere, e dunque è sempre
l'uomo con il suo carico enorme di difetti
che parla in sua vece. Ed è questo
il motivo per cui le religioni fin dai primordi
sono servite a tenere sottoposta e controllata
la gente. La religione socialmente intesa
non può essere scissa dal potere
ed è la fame di potere degli individui
che la perpetua e la tramanda.
L'ossessione del sesso ha caratterizzato sempre la vita dei religiosi (in tutte
le religioni). L'ossessione del sesso si è tradotta sempre in misoginia.
La donna è stata sempre svalutata dalle religioni e nella storia delle
società cristiane la femmina dell'uomo lungi dalla condizione di parità ha
fatto terribilmente fatica ad essere considerata portatrice di anima. Era un
po' sopra alla condizione degli animali ma notevolmente al di sotto dell'uomo
maschio. Chi ha letto la Bibbia e si è convinto che si tratta di un libro
importante rifletta a come gli interpretatori autodefinitasi esclusivi l'hanno
usata nei secoli. I manipolatori di professione hanno fatto dire alla Bibbia,
al Corano e ad altri libri del genere quello che di volta in volta faceva loro
comodo. I manipolatori erano tutti di sesso maschile e così la donna è stata
vista come un essere inferiore, infida come un serpente e moralmente deleteria.
La donna è peccatrice e tentatrice come satana. La madre di Gesù,
per acquisire la dignità che gli compete, ha dovuto essere vergine, con
un palese schiaffo alla più elementare logica. Anche le sante per essere
tali avevano bisogno della condizione di vergini, con qualche rara eccezione
per la condizione di vedove. Del resto sia san Paolo che sant'Agostino avevano
escluso ogni dignità alla donna sessualmente attiva. Potevano essere degli
specchi di virtù, ma il sesso le condannava in modo inappellabile. Generalmente
noi soffriamo della deformazione del "tutto naturale" anche per le
cose più assurde. Oggi chi di noi trova inaccettabile che la Chiesa cattolica
impedisca a una donna degna, di essere prete, vescovo o papa?
La donna non vergine (e santa) è stata sempre sull'orlo di essere considerata
una prostituta. Del resto che cosa di buono ci si può aspettare dalle
sciagurate figlie di Eva? Il comportamento di Eva all'epoca della creazione è stato
tale da far cadere le braccia: una sciocca vanesia e credulona, facile preda
del serpente tentatore e irresponsabile trabocchetto per Adamo e la sua progenie.
Quindi non è una questione di mele, ma una questione di efficace mezzo
calunnioso per tenere a bada un cervello che avrebbe potuto avere la pretesa
di primeggiare. Del resto seguire la Bibbia ha molto spesso significato mettere
il cervello sotto naftalina. Di questo ne abbiamo anche oggi un incredibile esempio
nei creazionisti statunitensi (tra cui è da annoverare anche il presidente
Bush) che vogliono combattere le "pericolose" teorie evoluzionistiche
con le favole bibbliche.
Non è questa la sede per discutere il profilo sessuofobico di Gesù di
Nazareth, ma sta di fatto che egli fece scandalo anche per il modo aperto e innovativo
con cui trattava le donne. Solo che dopo Gesù la misoginia e la sessuofobia
divennero dilaganti tra i suoi seguaci. Per secoli e secoli la donna venne destituita
di importanza e solo nei primi secoli del secondo millennio, sull'onda del sentimento
romantico dell'amor cortese che produsse anche il "Dolce stil novo" di
Dante, si diede valore alla figura della madre di Cristo con i dogmi che la vollero
vergine e madre e assunta in cielo in anima e corpo. I Padri della Chiesa, senza
eccezione alcuna, furono nemici del sesso e della donna. Nei primi secoli, anche
i cristiani sposati non erano detentori del diritto di fare sesso coniugale.
Ogni contatto sessuale era gravato da riprovazione. Sant'Agostino dice chiaramente
che l'unico modo per i coniugi di uscire dalla condizione di bestie ripugnanti è quello
di astenersi totalmente dal sesso. Ci si domanda a quali equilibrismi ci si doveva
affidare per garantire l'astensione dal sesso e la perpetuazione della specie.
Ogni pratica diversa dalla frettolosa deposizione del seme veniva ferocemente
condannata. Il sesso orale era un crimine di gran lunga più grave di un
efferato omicidio. Una madre non avrebbe mai guadagnato, a differenza di una
vergine, le alte gerarchie del paradiso, poiché fosse pure per una sola
volta aveva soggiaciuto alle voglie di un maschio. La masturbazione era considerata
come un gravissimo comportamento contro natura e fino a pochi decenni fa c'era
chi si arrovellava la mente per tutta l'esistenza per allontanare i giovani da
tanta ignominia. Taccio della lunga lista di inventori di aggeggi che opportunamente
applicati dovevano impedire ai giovani di indulgere nottetempo alle "mollizie" autoerotiche.
Però mi piace citare un noto signore, il dottor John Harvey Kellogg. Noto
davvero a tutti per i corn flakes che mangiamo nel latte la mattina. Questo medico
vissuto nella seconda metà dell'Ottocento oltre ad occuparsi di cereali
aveva l'idea fissa di reprimere la masturbazione considerata come causa di tutti
i peggiori mali del mondo. Aveva elaborato un programma di interventi (che oggi
ci appaiono come frutto di pura follia) ad uso dei genitori che cogliessero in
flagranza autoerotica i figli. Clisteri freddi, fasce bagnate da applicare ai
genitali, legacci per immobilizzare le mani fino alla circoncisione senza anestesia
e alla cucitura del prepuzio per impedire le erezioni. La "follia" del
creatore dei Kellogg's Corn Flakes era condivisa dalla classe medica dell'epoca
e a noi oggi non rimane che continuare a chiederci del perché di tanta
feroce sessuofobia.
La sessuofobia purtroppo non è un ricordo del passato. Basti pensare agli
insegnamenti della Chiesa odierna in materia di morale sessuale, all'ostracismo
per gli omosessuali, alle barriere circa la contraccezione. Sebbene si siano
attenuati i toni la masturbazione resta un peccato, al pari del sesso al di fuori
del matrimonio. Si continua a ragionare con l'ottica aberrante del seme versato,
per cui lo sperma può avere come unico ricettacolo la vagina della moglie.
Se è quella della fidanzata già le cose cominciano ad essere discutibili.
Nessuno considera il seme maschile come un vile liquame, ma sacralizzarlo fino
a ritenere sconveniente di deporlo in un clinex è davvero troppo. Non
si sono mai fatti censimenti degli orgasmi umani e credo che sia meglio che ce
ne siano di più anziché di meno. Per cui è ragionevole o
no lasciare in pace la gente perché possa avere tutti gli orgasmi che
vuole con le modalità che vuole, a patto che non si rechi danno a nessuno?
Non c'è alcuna logica nel pensare che Dio sia più contento se non
ci si mastrurba, se ci si astiene dalla sodomia, se non si indossa mai un preservativo,
se si preferisce la posizione del missionario in un contesto coniugale. Io credo
che se c'è un modo di offendere Dio sia quello di attribuirgli la stessa
imbecillità di alcuni uomini.
Tutti noi ricordando le esperienze del passato legate alla religione, forse associeremo
la noia alle prediche ascoltate. Se la religione ci ha segnato positivamente
ciò vuol dire che non ci è stata imposta e che qualche persona
gentile ed amorevole ce ne ha parlato. Pensando che per millenni la cristianità è stata
angosciata con la minaccia dell'inferno e con l'ossessione del peccato oggi restiamo
increduli su quanta acquiescenza rispetto ai dettami religiosi c'è in
giro, anche da parte di chi fa gli affari suoi e non ha alcun senso del peccato.
Decisamente la mitologia religiosa ci è entrata dentro e sembra impossibile
che possa uscirne. Il mito di Eva e il suo debole per le mele ci appare più credibile
del mito di Pandora che essendo stata creata perfetta dagli Dei aprì sbadatamente
il vaso in cui Zeus aveva racchiuso tutti i mali, cosicché questi si sparsero
per il mondo. Da parte cattolica si parla tanto di condanna del relativismo,
non riflettendo che nel relativismo sta la libertà e la dignità degli
uomini di qualsiasi latitudine. Se per esempio i mormoni vivono i rapporti di
coppia in senso comunitario e non rigidamente esclusivo, non vuol dire che essi
hanno torto e gli evangelici (per dire) hanno ragione. Se non si nuoce al prossimo
la libertà di uno non toglie all'altro, anzi è garanzia che tutti
possano vivere con il massimo di libertà. Chi considera la religione dei
pagani più rozza delle religioni monoteiste a mio avviso si sbaglia ed
ha davvero molto da riflettere (ammesso che ne abbia voglia). Se si parla di
rozzezza, tutte le religioni a loro modo sono rozze, dal momento che si basano
su dogmi. La cosa più raffinata per l'uomo saggio è senza dubbio
l'agnosticismo tollerante. Tutte le tragedie dell'umanità, le guerre più lunghe
e sanguinose, le crudeltà e la ferocia assassina per un verso o per l'altro
fanno capo all'integralismo religioso. Dunque altro che negatività del
relativismo!
Tutto quello che svia dalla realtà non è costruttivo e fa male
all'uomo. L'indottrinamento fanatico di qualunque tipo è deleterio per
la mente umana. Occorre pensare in modo semplice con un riferimento costante
alla connessione dei fatti e delle situazioni. I venditori di occultismo, di
spiritismo e anche di spiritualismo sono obiettivamente degli spacciatori di
droga. Le menti più deboli possono rimanere intossicate anche dal tizio
che ti dà i numeri per il lotto o che ti spiega l'oroscopo in televisione.
L'uomo è già troppo pericolosamente propenso alla mitologia dell'ignoto
perché anche le televisioni, che detengono il monopolio degli ascolti,
si mettano a battere con stupido conformismo il tasto dell'irrazionalità.
La nostra salute psichica è legata al grado del coinvolgimente nella logica
del reale. Anche i sogni e le fantasie sono reali. La chiave della vita sta nel
libero lavoro della mente che accompagna l'azione. E' per questo che chi propone
un modello di vita uguale per tutti è semplicemente un criminale, poiché uccide
quello che di più prezioso ha l'uomo: la libertà. Le religioni,
tutte le religioni sono nemiche della libertà vera dell'essere umano che è quella
di essere davvero se stessi senza i dettatori dell'etica e della morale. La morale
autentica ogni uomo ce l'ha scritta dentro, a patto di non essere stato rovinato
dai dettami degli "unti del Signore". La società umana, per
essere davvero libera e felice deve essere un bouquet vario di personali propositi,
di certezze, di regole, di desideri e di slanci. Deve essere la quintessenza
del relativismo. "Un solo popolo, una sola fede" lasciamolo alle barbarie
del passato. Tutto è nelle nostre mani e nulla è nelle mani di
alcun dio. Un personaggio dei "Demoni" di Dostoevskij dice:"L'uomo è infelice
perché non sa di essere felice".
Domenico Iannetti
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