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TECNICHE SESSUALI: E' UN ARGOMENTO
DA ACCADEMIA NON DA BORDELLO.
Poiché gli esseri umani normalmente non
si accoppiano in pubblico è stato sempre
terribilmente difficile sapere il comportamento
della gente quando fa sesso. Ognuno sapeva il proprio
comportamento o quello di un intimo confidente
ma si restava sempre con il dubbio su quante persone
adottassero le nostre preferenze e le nostre modalità.
La soluzione oggi sembra ovvia: basta fare le domande
opportune e magari la gente si lascia andare a
queste intime confidenze. Questa semplice cosa
fu realizzata solo pochi decenni fa da Alfred Kinsey
e dalla sua équipe che pubblicarono i risultati
dell'inchiesta nel 1948 per quanto riguarda il
comportamento sessuale dell'uomo e nel 1953 per
quanto riguarda il comportamento sessuale della
donna. Fu come l'esplosione della bomba atomica:
dopo nulla poteva essere più come prima.
L'onda lunga di quel cambiamento di mentalità dura
e durerà ancora per molti decenni. Dopo
Kinsey si capì che la morale sessuale e
le leggi sul sesso di una società non corrispondono
affatto al comportamento degli individui. Prima
di lui gli antropologi e i sociologi si erano accontentati
della facciata che la diffusa sessuofobia propinava.
Il rapporto Kinsey fu ferocemente avversato dai
gruppi religiosi di varia confessione e accusato
di immoralità. Soprattutto il "Comportamento
sessuale della donna" risultò indigesto
alla mentalità dominante. Si scatenarono
virulenti persecuzioni nei confronti dell'Istituto
Kinsey fatte di sistematica censura, sequestri
del libro, tagli di ogni sostegno finanziario.
La Chiesa cattolica non poté negare la veridicità del
libro (secoli di rivelazioni al confessionale rendevano
palese che anche le donne avevano una sessualità che
la predicazione della "virtù" non
riusciva ad imbrigliare) ma ciò nonostante
ne avversò il depravato messaggio morale.
La mentalità sessuofobica era così permeata
nella società che anche una grande antropologa
come Margaret Mead, autrice di un libro fondamentale
come "Sesso e temperamento in tre società primitive"(1935),
sostenne che la vendita de "Il comportamento
sessuale nella donna" dovesse venire limitata
perché giudicava soprattutto i giovani impreparati
di fronte a una troppo improvvisa rimozione di
una inveterata reticenza.
Se gli esseri umani possono parlare dell'esercizio della propria sessualità è anche
possibile che essa venga tradotta in istruzione sia verbale sia pratica. Una
volta c'erano i bordelli che fungevano da apprendistato per i maschi. Non era
infrequente nelle nostre società che il padre stesso accompagnasse il
figlio dalle mercenarie perché lo iniziassero alla sessualità degli
adulti eterosessuali. In Polinesia gli adolescenti venivano affidati a una anziana
donna sposata per ricevere l'istruzione sessuale. Solo un sessuologo può sapere
quanto sia utile ancor oggi (in cui l'informazione sul sesso te la tirano dietro)
per i giovani avere le idee chiare.
Anche al livello terminologico la millenaria sessuofobia ci ha reso pessimi servizi.
Una volta nei romanzi non si potevano nominare né gli atti né gli
organi sessuali. Nei casi limite si mettera una lettera puntata (ricordo ancora
le giovanili perplessità di fronte a una "c" con il punto).
Il termine sodomia veniva impiegato per indicare tutto e il contrario di tutto.
Faceva il paio con quello di pederasta, che ti lasciava sempre incerto se si
voleva insultare qualcuno, sottolinearne il "vizio", o riferirsi a
una concezione sessuale della Grecia antica. Il termine coito solo apparentemente è acquisito
per tutti, potendo infatti indicare l'inserimento del pene in vagina o il rapporto
nel suo complesso. L'inserimento indicato dal coito non riguarda solo la vagina,
ma ha bisogno nei casi estensivi di specificazione (per esempio: coito anale,
coito interfemorale, coito intermammario). Altro termine onnicomprensivo è quello
di petting in cui vi può essere tutto quello che precede o sostituisce
la penetrazione vaginale. Anni fa una donna nel mio studio indicò come "qualche
effusione" la fellatio che aveva praticato in macchina a un quasi sconosciuto.
La sessuofobia della nostra cultura ha determinato il fatto che per descrivere
certi atti sono disponibili solo termini osceni, ovviamente poco adatti in un
contesto scientifico. C'è spesso la necessità di creare dei neologismi
per pratiche che non erano emerse alle inchieste di Kinsey. Per esempio con "fisting" vaginale
o anale si indica la poco raccomandabile pratica di inserite non un dito ma l'intero
pugno nelle cavità. Il termine "bondage", nella versione light
o pesante, indica una diffusa pratica sadomasochistica nella quale si sottopone
il partner a restrizioni più o meno dolorose o umilianti (legacci, percosse,
segregazioni operate dal dominante sul dominato).
I costumi sessuali mutano e per fortuna molto più rapidamente di un tempo.
Chiunque oggi sente parlare di scambista non pensa di primo acchito a un lavoratore
della stazione ferroviaria. Accompagnatrice o accompagnatore è un elegante
sinonimo per indicare un dispensatore di sesso a pagamento. "Avere le palle" non è una
precisazione anatomica ma una caratteristica comportamentale molto spesso riferita
a una donna. La parola "dildo" ai più non dice nulla ma molte
donne, soprattutto lesbiche, possono essere affezionate al loro "pene artificiale" (che
può essere indossato anche con speciale imbracatura). Molti sono fissati
con gli esercizi Kegel, a cui attribuiscono la capacità di curare qualsiasi
cosa, dall'impotenza al vaginismo. Stringere e rilassare i muscoli pelvici, come
si fa quando si vuole arrestare il flusso dell'urina, se non diviene una fissazione
potrebbe avere una qualche utilità per aumentare le sensazioni genitali.
Tra le mitologie quella del "punto G" ha avuto larga fama. Si tratta
di un bottone molto ricco di recettori nervosi situato nella parete superiore
della vagina di qualche donna e ciò fa la disperazione del resto dell'umanità che
lo cerca invano. Le espressioni "top" e "bottom" sono entrate
nell'uso per designare rispettivamente l'attivo e il passivo nel bondage e nel
sesso anale. Il tribadismo, nel dominio di Lesbo, indica lo strofinio di due
vulve. Con il termine webcam si indica un mezzo che ha fatto fare passi da gigante
al sesso virtuale. Può darsi che sia la scelta d'elezione dei voyeur ma
sta di fatto che ha un grande potere persuasivo per coloro che hanno la psicosi
dell'Aids.
Certo, la mentalità della gente è giusto che cambi, misurando la
propria voglia di libertà con i limiti oggettivi che la realtà ci
impone. Dicevo prima che il fisting è l'ossessione nuova di qualcuno o
di qualcuna, ma non è così poiché l'essere umano è tale
da che mondo è mondo. Nell'"Ulisse" di James Joyce (1914) si
legge: "Bello si denuda il braccio e lo infila, fino al gomito, nella vulva
di Bloom". Nel Giudizio Universale di Michelangelo vi è il supplizio
di un dannato a cui un demonio infila una mano nell'ano. Negli ultimi anni l'intraprendenza
che caratterizza gli omosessuali maschi (ahimé gelata dal virus HIV) ha
portato alla creazione di associazioni per la diffusione della pratica. La liberazione
sessuale è legata alla crescita umana e non alle invenzioni di strane
tecniche. C'è chi ha ravvisato nel Kama Sutra cinquecentoventinove possibili
posizioni coitali. Ne bastano decisamente molto meno per vivere felicemente la
propria vita sessuale.
La posizione cosiddetta del missionario è quella dei partner distesi,
viso a viso, l'uomo sopra. E' detta del missionario poiché questi evidentemente
la includevano tra le credenze e i comportamenti che gli indigeni dovevano assolutamente
imparare per abbandonare il proprio stato di primitivi. Si tratta di una posizione
molto diffusa, sebbene tuttaltro che generalizzata. La matrice che l'ha promossa è quella
dei gruppi cristiani in cui i moralisti la prescrivevano perché soddisfaceva
la raccomandazione di san Paolo per la
quale le mogli dovevano essere sottoposte ai propri
mariti. Bisogna dire che anche le donne non l'hanno mai disdegnata a causa della
loro propensione a guardare in faccia l'amante. La raccomandazione religiosa
si motiva anche con il fatto che questa posizione favorisce la fecondazione in
quanto lo sperma emesso non può uscire facilmente dalla vagina. Il difetto
più grande sta nell'impossibilità della manipolazione genitale
e nello scarso raggio ispettivo sul corpo. La sollecitazione dei genitali della
donna non è delle migliori anche perché quest'ultima forse è troppo
immobilizzata nella sua sottomissione "paolina". Le varianti in cui
la donna divarica le gambe, magari appoggiando le caviglie sulle spalle del partner,
permettono un affondo più completo.
La posizione con l'uomo disteso, la donna accovacciata sopra, viso a viso, è stata
vista nella nostra cultura sempre con un certo sospetto. L'uomo che la preferiva
veniva accreditato di un tasso di omosessualità latente. Il Calandrino
del "Decamerone" del Boccaccio, vittima di molte beffe da parte dei
suoi amici burloni, fu convinto da costoro di essere incinto a causa della posizione
sottomessa che la sera prima aveva avuto con la moglie. Nelle varie società non
ha un posto di preminenza sebbene ha indubbi vantaggi nella libertà che
lascia alle mani e allo sguardo. Indubbiamente la donna ne riceve maggiore soddisfazione
rispetto a qualsiasi altra posizione. Gli inconvenienti risiedono nella facilità della
fuoriuscita del pene dalla vagina e dalla minore funzionalità fecondante
(ammesso che sia un inconveniente).
La posizione con i partner distesi, viso a viso, fianco a fianco, è soprattutto
diffusa in Africa. Oltre che dagli africani, questa posizione è preferita
dai vietnamiti per la ragione che la posizione del missionario, sollecitando
molto le ginocchia del maschio, non sarebbe così piacevole dato che i
letti sono fatti di canne di bambù. Questa posizione ha il vantaggio di
essere riposante per entrambi i partner. Dunque in caso di stanchezza, di malattia
o di anzianità è quanto di meglio ci può essere. Durante
gli ultimi mesi della gravidanza è da raccomandare in modo assoluto. Si
intuisce che la principale difficoltà è legata a una penetrazione
non agevole.
La penetrazione posteriore ha una grande diffusione forse soprattutto per la
rapidità di esecuzione. Nelle varie popolazioni è generalmente
indicata con un nome di animale essendo per l'appunto "more ferarum" (come
recitava il linguaggio criptico del diritto penale e canonico). Negli incontri
furtivi è quanto di meno "compromettente" ci può essere:
la donna si china appoggiandosi a qualcosa e l'uomo ha libero accesso da tergo.
Anche nel letto tale penetrazione ha i suoi vantaggi offrendo minima resistenza
alla direttrice del pene che può essere agevolmente favorita con gli spostamenti.
Verosimilmente questa modalità faceva dannare i missionari che facevano
di tutto per imporre quella "ortodossa". La posizione tipica dei mammiferi
non umani sembrava degradante a un occhio "ideologico", ma non erano
certo questioni di bestialità che spingevano a preferirla, bensì di
pudore. In condizioni di affollamento ambientale starsene quieti sdraiati sul
fianco, sotto una coperta, permetteva una copulazione discreta e soddisfacente.
Questa posizione ha un carico erotico notevole e il maschio tenderebbe a preferirla
per il cospicuo contatto con le natiche della donna, se non fosse che quest'ultima
ha davanti a sé il "vuoto". Dunque nonostante lo stigma della
bestialità le benemerenze sono notevoli, non ultime il vantaggio in gravidanza
e la facilitazione per la fecondazione.
La posizione con la donna distesa, l'uomo sopra accovacciato, viso a viso è molto
diffusa nella zona del Pacifico. L'uomo si accoccola o si inginocchia tra le
gambe divaricate della donna distesa supina, e può in questa posizione
anche abbracciare la partner. Malinowski nella sua "Vita sessuale dei selvaggi" ne
parla diffusamenta e la descrive come una posizione che permette secondo i casi
il massimo del distacco o un grande coinvolgimento.
La posizione con l'uomo seduto, la donna accovacciata sopra, viso a viso è stata
spesso rappresentata nell'arte erotica cinese. Essa viene spesso adottata nella
nostra cultura quando contingenze logistiche la consigliano o l'impongono (mancanza
di un letto o di un divano e solo una sedia a disposizione). Ha il vantaggio
di essere riposante e di aiutare l'uomo a ritardare l'eiaculazione, poiché il
movimento non richiede forti spinte pelviche.
Il coito in piedi appare immediatamente associato alla furtività e alla
fretta. Le varianti sono molte, ma la più frequente è quella in
cui la donna avvolge le gambe attorno alla vita dell'uomo e si regge con le braccia
al collo di lui. Il sostegno di un muro su cui l'uno o l'altra appoggiano la
schiena, è ovviamente molto utile. L'iconografia erotica cinese ci rappresenta
molte situazioni in cui un partner o entrambi sono in piedi, magari in un giardino,
con un'altalena in oscillazione, con un albero il cui tronco fa da supporto alla
gamba degli amanti. Data la stazione eretta il coito può essere di preferenza
interfemorale o di semplice accostamento. Altre varianti, frequenti quando la
donna è mestruata, prevedono il coito intermammario o ascellare.
Gli atti oro-genitali sono da che mondo è mondo abbastanza diffusi. Il
contatto bocca-pene è ed è stato sempre più frequente di
quello bocca-vulva. Nelle nostre società entrambi sono più diffusi
ai livelli socioculturali più elevati. Anche tra gli omosessuali c'è larga
prevalenza del sesso orale rispetto alle sollecitazioni anali. Dagli anni Cinquanta
in poi (dopo Kinsey) c'è stata una larga diffusione nella popolazione
generale delle modalità orali. Il contatto bocca-pene viene distinto in "fellatio" che
vede un ruolo attivo della donna e in "irrumatio" in cui la bocca è una
sorta di surrogato della vagina. Il "cunnilungus" non presenta varietà se
non nella possibilità di esecuzione simultanea con la fellatio, detta "sessantanove".
Domenico Iannetti
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